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La storia di Rossopomodoro


Rossopomodoro nasce ovviamente a Napoli, e non sarebbe potuto accadere diversamente…
E’ il 1997 quando Franco Manna insieme ad amici con alle spalle già un po’ di esperienza di ristorazione aprono in Corso Vittorio Emanuele, verso Mergellina, il primo ristorante che chiamano Rossopomodoro prendendo spunto dal colore rosso dei capelli di un amico che farà da padrone di casa …il mitico “CEFFO”.

Una tipica pizzeria napoletana: menù da trattoria, prezzi modici, ottima qualità dei prodotti e ricette tipiche appetitose!
Il successo di Rossopomodoro di corso Vittorio Emanuele è immediato e il locale diventa un punto di ritrovo dei napoletani: ai tavoli si siedono centinaia di clienti al giorno, studenti dei vicini licei , attori, cantanti e la sera non mancano i nottambuli!
Fino a tardi possono infatti trovare la famosa pizza Verace con la mozzarella di bufala e l’olio extravergine di Sorrento o la Tiella, il piatto di fritture napoletane, che ha avuto così tanto successo da rimanere anche oggi uno dei punti fissi del menu’.
Un giorno ai tavoli si siede un artista napoletano, il pittore Manuele di Chiara, che propone di esporre dei suoi quadri: sono originali, piacciono subito e in poco tempo si stringe un accordo! I suoi dipinti, che descrivono Napoli in una chiave nuova e moderna, non lasceranno mai più Rossopomodoro, anzi ne divengono una costante. L’arte di Manuele diventerà nota in Italia e all’estero dovunque è presente Rossopomodoro .
La voglia di bissare il successo di Corso Vittorio Emanuele è tanta e l’opportunità di portare Rossopomodoro fuori dai confini napoletani arriva un anno dopo la prima apertura
Nel 1999 Fabio Cannavaro, napoletano doc e in quegli anni in forza al Parma, propone di aprire in società nella città emiliana un punto di ristorazione: la proposta è accolta con entusiasmo e così nasce il primo Rossopomodoro in una città lontana da Napoli….
A Parma, dove si mangia solo prenotando (senza prenotazione si rischiano file chilometriche), la combinazione di pizza Napoletana, quella con il “cornicione” alto, e il servizio celere determinano il pieno successo dell’iniziativa, tanto da spingere Manna e soci a continuare nell’avventura di espansione. Crescere sì, ma senza venire meno alle proprie origini: Piatti e Pizza tradizionali, qualità e prezzi accessibili. 
Prosegue l’avventura e nel 1999 Rossopomodoro apre a Roma e a Milano.
Da questo momento in poi il successo aumenta. Nei 6 anni successivi i 3 ristoranti diventano quasi 70 e Rossopomodoro conquista anche il mercato estero aprendo nuovi ristoranti a Reykjavik, Copenaghen, Buenos Aires e le bellissime location di Notting Hill e Chelsea a Londra.
E la ricetta è sempre la stessa: mozzarella, pomodoro di Sarno, olio di Sorrento, farina e l’acqua della fonte campana Cannavante trasportata in fusti per produrre la pasta della pizza e il caffè…
E arriviamo ad oggi: Rossopomodoro è il più importante fenomeno della ristorazione made in Italy, anzi made in Napoli! L’iniziativa piace anche al mondo della finanza che intravede un ingresso in Borsa.
La filosofia di fondo però non cambia: perseguire la tradizione  e la qualità del prodotto. Dal 2007 almeno il 20% dei piatti saranno preparati con prodotti che sono presidi Slow Food; il progetto comune è infatti quello di tutelare prodotti rari e a rischio di estinzione, recuperando le tecniche tradizionali di preparazione.
Il vero limite è far conoscere questi prodotti ad un pubblico più ampio e non selezionato dal costo del pasto a ristorante.



Franco Manna
(Amministratore)



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